Il CAI apre la sottoscrizione "Aiutiamo le Montagne del Nord Est". Sarà destinata al ripristino dei sentieri e dei rifugi danneggiati

Indagine del CAI VENETO sulle strutture in quota


Se la situazione dei rifugi CAI del Veneto non appare tragica, lo si deve forse al fatto che sono collocati a quote elevate dove il vento ha perso la sua furia distruttrice. Questo è il dato emerso da una prima ricognizione effettuata, anche coll'uso dell'elicottero, sui 36 rifugi di proprietà o in concessione alle sezioni e collocati sulle montagne del Veneto. Non così è invece per i sentieri alpini. Migliaia di alberi abbattuti, frane, smottamenti, erosioni, accumulo di ghiaioni incombenti hanno reso impraticabili gan parte dei 902 sentieri alpini di cui il CAI cura la manutenzione. Per avere un quadro complessivo più attinente anche in questo settore, il Presidente del CAI Veneto Francesco Carrer ha chiesto alle sezioni di montagna di effettuare, per quanto possibile, una ricognizione e di segnalarne lo stato. Solamente di fronte ad un quadro complessivo della situazione, sarà possibile stabilire le priorità di intervento, concordare tempi e modi di esecuzione dei lavori, accogliere e programmmare le numerose offerte di collaborazione che giungono dalle sezioni di pianura, anche di altre regioni, e dai singoli soci. Nel frattempo il CAI ha aperto la sottoscrizione "Aiutiamo le Montagne del Nord Est", una raccolta fondi destinata al ripristino dei sentieri e dei rifugi dei territori più gravemente colpiti, le regioni del Veneto e del Friuli venezia Giulia e le province autonome di Trento e Bolzano.

I versamenti vanno effettuati al Club Alpino Italiano, codice Iban IT76 Y 05696 01620 000010401X43 indicando la causale "Aiutiamo le Montagne del Nord Est".

 

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