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Il ricordo di una grande donna del Club Alpino Italiano che ci ha lasciati: Silvana Rovis

Cara Silvana Noi tutti, noi tanti ti abbiamo conosciuto come l’anima delle Alpi Venete, ma eri anche l’anima della Giovane Montagna e l’anima della Sezione di Fiume....


Cara Silvana

Come in tutte le tue cose e probabilmente come in tutta la tua vita te ne sei andata in punta di piedi.

Lasciando questa volta un vuoto assoluto e assordante. Pochi erano a conoscenza della tua malattia benché durasse da anni; nessuno ha notato un cedimento, un cenno di malessere.

Puntualmente svolgevi ogni tuo compito: fosse la relazione ai Soci o fosse la complicata costruzione semestrale di quella prodigiosa pubblicazione che hai saputo tenere in vita per oltre 30 anni.

Noi tutti, noi tanti ti abbiamo conosciuto come l’anima delle Alpi Venete, ma eri anche l’anima della Giovane Montagna e l’anima della Sezione di Fiume.

Rappresentavi fiera d’orgoglio tutti quei soci e le migliaia di persone che hanno dovuto abbandonare la propria terra per la crudeltà di una guerra subita e mai voluta.

Hai saputo poi raccontare e curare la nostra storia, la storia di uomini e montagne del Veneto e delle tue Alpi Carniche e Giulie, avvicinando centinaia di personaggi e di miti del nostro alpinismo, per farli poi conoscere a tutti noi.

Non finirà mai la nostra gratitudine per ciò che hai saputo fare.

Non finirà mai la nostra ammirazione per ciò che hai saputo rappresentare.

Non finirà mai il nostro amore per come hai saputo essere donna di montagna. 

 

Gli amici del Cai Veneto 

 Roberto Serafin la ricorda sulla rivista MountCity del 9 ottobre 2020 

Per anni la sua firma è apparsa nella prestigiosa rivista “Le Alpi Venete”, rassegna semestrale triveneta del Cai di cui era segretaria redazionale. La sua specialità era dialogare con gli alpinisti, sempre con competenza e discrezione, facendo emergere le personalità degli intervistati che avvicinava quasi in punta di piedi.

Silvana Rovis, che se ne è andata l’8 ottobre in silenzio a Mestre (Venezia) dove viveva con il marito Paolo, istruttore di alpinismo, era anche una impareggiabile memoria storica dell’alpinismo dolomitico sulla scia ideale della grande trentina Annetta Stenico che ebbe la medaglia d’oro del Cai e fu uno dei rari casi di riconoscimenti assegnati dal Club alpino alle donne, e non sono poche, che si prodigano per divulgare la montagna e i suoi valori.

Con Armando Scandellari e Mirco Gasparetto, la Rovis è stata l’autrice di “Alpinismo veneto. Dai 150 anni del Club Alpino Italiano 1863-2013” (Linea Grafica-Duck Edizioni, 2013). Iscritta alle Sezioni di Mestre e di Fiume, socia accademica degli scrittori di montagna, raccontò anche, nel 2009 per Nuovi Sentieri, la storia di Arturo Dalmartello nel volume “Le montagne di un alpinista fiumano”.

La scomparsa della Rovis per una malattia rappresenta una grave perdita per l’alpinismo non solo veneto che s’identificava nelle sue cronache rigorosamente in forma cartacea tenuto conto che Silvana considerava “mutevole e fuggitivo” qualsiasi giornale on line (chissà se si è mai ricreduta?). Non poteva e forse non desiderava nemmeno definirsi alpinista Silvana, ma amava certamente i viaggi avventurosi che compiva insieme con Paolo, alpinista di riconosciuta esperienza. E sempre con grande spirito di scoperta, prediligendo posti “fuori dal mondo”, magari in campeggio con la tendina, i materassini, il fornellino per il caffè.

Addio Silvana, ci mancherai. (Ser)