Il progetto

La Grande Guerra fu un evento unico, fino a quel momento, nella storia dell’umanità, combattuta prevalentemente in montagna, dalle cime e altopiani della fascia prealpina alle vette dolomitiche. Oltre il 90% dei 600/650 km della linea del fronte era dispiegato su terreno montano di media e di alta quota. Il fronte dei combattimenti correva lungo i crinali spartiacque e s’imperniava sulle vette; su quel terreno impervio, su quelle cime di montagne spesso inviolate, gli eserciti in guerra si confrontarono in una sfida tecnologica e organizzativa senza precedenti. I soldati italiani ed austro-ungarici si trovarono a vivere e combattere resistendo al clima, all’altitudine, alle avversità ambientali, alle difficoltà di collegamento, realizzando prodigi tecnici e organizzativi senza precedenti, propri della prima guerra moderna.

Il conflitto fu causa anche di grandissimi sconvolgimenti nella vita delle popolazioni che vivevano da secoli nelle vallate alpine che dovettero subire le restrizioni della guerra, i bombardamenti nemici, l’evacuazione forzata, l’occupazione (e molto spesso la distruzione) delle proprie abitazioni da parte dei soldati. Difficoltà e sofferenze destinate a durare per un periodo prolungato di quattro anni. Di questi anni tremendi e sui singoli episodi che compongono una infinita storia di azioni, di personaggi, di eventi concatenati, sulle montagne del Veneto sono rimaste le testimonianze lasciate dalla presenza dei soldati, un preziosissimo patrimonio storico che documenta le vicende belliche e le precarie condizioni di vita delle truppe di montagne, gli Alpini, i Kaiserjaeger e le diverse formazioni di Fanti e Bersaglieri impegnati sul fronte, spesso giovanissimi, provenienti dalle più disparate regioni sia italiane che dell’Impero, che più ancora hanno pagato in termini di morti e feriti. Per capire la storia, oltre ovviamente alla preparazione generale sui testi, non si può prescindere dalla visita, dal contatto diretto con i luoghi dove gli avvenimenti si sono svolti, dove tante vite sono state spezzate.

Visitare i luoghi è sempre esperienza pregnante e valorizzante, esperienza indimenticabile che consente forme di comprensione degli avvenimenti più radicate e profonde. Diventa quindi necessario far vedere per cercare di far conoscere, con lo scopo di sollecitare i giovani visitatori a diventare fruitori reali dei luoghi mostrati, col massimo rispetto per l'ambiente, le persone e la storia.

La lettura degli eventi attraverso i sacrifici dei protagonisti di cent’anni fa, diventerà occasione unica per sfrondare i tragici avvenimenti della Grande Guerra dai toni celebrativi e dalle enfasi retoriche di gloriose conquiste, pagate da tanti innocenti ragazzi, soprattutto contadini, provenienti da tutte le regioni d'Italia. Quanto accaduto ha un valore che va oltre la memoria prettamente narrativa e storiografica ma diventa rappresentativo di tutti i conflitti armati. Occorre oggi, salvare la memoria di quegli eventi e offrirla alla conoscenza di tutti, in particolare dei giovani, futuri cittadini della nuova Europa.